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Il Cairn è fatto così

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Il Cairn è fatto così

Messaggio Da Masher il Ven Gen 23, 2009 10:07 pm

Con il permesso del Sig.Alberto Marengoni,allevatore di Cairn con affisso Dark Lane e giudice ENCI,ecco qui l'interessante articolo sul Cairn Terrier pubblicato sui "I nostri Cani" di Gennaio 2009.
Ha prodotto con l'affisso Solcamp in società con il Sig. Deleidi i multichampion Solcamp Arabesque,Solcamp Babette,Solcamp Elfo oltre a Multich Fante di Fiori,Regina di Fiori,Regina di Cuori,Cap Hook e Miss Murple.



Il Cairn Terrier nel nostro Paese, a differenza di molte altre nazioni avanzate dal punto di vista cinofilo, non è e non è mai stata una razza popolare. Nonostante ciò dai primi anni ‘80, grazie alla perseveranza di un ristretto gruppo di appassionati, la presenza di alcuni soggetti, in ambito espositivo, è divenuta costante. Di sicuro la modesta richiesta del “mercato” non ha incentivato quegli allevatori motivati da fini commerciali, ma talvolta anche i cinofili più “disinteressati” sono stati vittima di una certa demotivazione; non di meno la percezione di una scarsa considerazione da parte di alcuni giudici ha disincentivato una più consistente presenza in ambito espositivo. Quante volte abbiamo visto salire sul podio del ring d’onore dei Cairn Terrier? Soggetti di alto livello ne abbiamo visti anche sui nostri ring, ma la preferenza è quasi sempre stata accordata a razze più conosciute o spettacolari, a volte caratterizzate da una toelettatura che ne enfatizza profili e volumi. Sicuramente per apprezzare questa razza bisogna coglierne il reale fascino. É vero, il Cairn è tutt’altro che appariscente, il suo mantello non presenta unicità alcuna così come la sua struttura che non presenta particolarità o esasperazioni. Detto questo va ricordato che il Cairn non è semplicemente un simpatico piccolo cane dall’aspetto arruffato o un sopravvissuto della saga di “Camelot” ma un terrier che di là dell’irriducibile temperamento, può esprimere delle “valenze tecniche” che a mio parere andrebbero maggiormente valorizzate! Come accade per la maggior parte delle razze anglosassoni, anche lo standard ufficiale del Cairn non è di grande aiuto ai neofiti; così come, a mio avviso, i convegni tenuti da autorevoli giudici/allevatori anglosassoni, per un evidente problema legato ad un diverso approccio culturale, non sempre hanno fornito tutti i chiarimenti che gli appassionati di casa nostra si sarebbero aspettati. Una seppur lieve responsabilità nell’errata interpretazione dello standard è senza dubbio attribuibile anche al fatto che nel nostro Paese la razza, collocata nella seconda sezione del terzo gruppo FCI viene spesso erroneamente definita “terrier a gamba corta” e non correttamente “terrier di piccola taglia”! Come si può evincere dalle numerose testimonianze iconografiche del passato, tra i Terrier scozzesi il Cairn è quello che ha forse subito minor modifiche morfologiche, tanto che a livello di struttura generale, a prescindere dalla taglia e dal mantello, molte sono le affinità con razze del 5° gruppo (razze nordiche e di tipo primitivo). Volendo quindi adottare un linguaggio più “tecnico” rispetto allo standard ufficiale, partendo dalla conformazione generale, il Cairn potrebbe essere classificato come “lupoide” (secondo la classificazione di Menign), “razza rettilinea” (secondo la classificazione di Dèchambre), “mesomorfo” (relativamente alle proporzioni diametriche) e “brachicefalo” (avendo un indice cefalitico totale superiore a 50).

ECCO COM’È
Visto di profilo le proporzioni generali sono quelle di un cane costruito nel rettangolo, la cui lunghezza del tronco supera l’altezza al garrese; questa proporzione non è però dovuta alla brevità degli arti, visto che l’altezza al gomito è pressoché il 50% dell’altezza al garrese. Personalmente penso che un cane di piccola taglia, selezionato per poter cacciare, o presenta angolazioni articolari piuttosto esasperate (vedi Bassotto tedesco o Scottish terrier) o deve possedere uno sviluppo degli arti che gli consentano di trottare e saltare senza sforzo. Anche nel valutare lo sviluppo del torace deve essere tenuta in grande considerazione la funzionalità della razza; lo standard richiede un “torace profondo”, ma con ciò sarebbe scorretto intendere più profondo possibile! Un Cairn adulto ben costruito presenta infatti un torace che arriva a livello del gomito, ma mai al di sotto e soprattutto mai a “botte”. Dato che una regione anatomica non è mai indipendente dalle altre, è doveroso sottolineare che solo una corretta forma del torace consentirà una corretta impostazione dell’anteriore con il petto moderatamente sviluppato, con spalle dalla muscolatura piatta, gomiti ben aderenti e arti anteriori in appiombo, nonostante un lieve mancinismo sia tollerato. Sempre parlando del petto il buon senso ci suggerisce quanto sia importante per il lavoro che i diametri trasversali non siano eccessivi, in quanto questo terrier deve poter cacciare insinuandosi senza troppa fatica, in quegli anfratti rocciosi (detti appunto “cairns”) che hanno dato il nome alla razza.

Lo standard non cita espressamente il manubrio dello sterno, ma personalmente ho costatato che in un anteriore veramente eccellente e con una spalla giustamente inclinata, questo è solitamente ben definito e, visto di profilo, sporge leggermente rispetto alla punta della spalla. Le scapole, i cui margini superiori non devono essere troppo distanti fra loro, presentano un’inclinazione media, così come gli omeri che non devono assolutamente tendere alla verticale come avviene in molti terrier della prima sezione del 3° gruppo, (come ad esempio il Fox Terrier). Il Garrese è definito ma non eccessivamente rilevato, così che la base del collo risulti “pulita”. Il collo deve essere piuttosto elegante e di una lunghezza che si avvicina il più possibile a quella della testa, così da permettere al soggetto quello spostamento repentino del baricentro necessaria ai rapidi cambi di andatura e tutta quell’agilità indispensabile ad un tipo di lavoro che si svolge anche su terreni accidentati o rocciosi. Il tronco che è piuttosto allungato, molto flessibile ma solido, presenta un dorso lungo, lombi impercettibilmente arcuati e piuttosto larghi grazie alla forte muscolatura . Anche la groppa, moderatamente inclinata, deve presentare dei buoni diametri sia longitudinali che trasversali. Nel complesso il profilo superiore del tronco deve apparire orizzontale e terminare con l’inserzione della coda che si presenta “alta”, ma non “sopra il cane” come è auspicabile ad esempio in un Fox o in uno Scottish Terrier. Anche la coda che deve essere assolutamente integra è un elemento di grande tipicità; la sua lunghezza è infatti naturalmente modesta, il suo andamento è rettilineo e la sua forma a “carota” presenta una parte prossimale piuttosto robusta, per poi assottigliarsi gradualmente verso la punta. Questa regione deve esprimere tutta la vitalità e la gioia di vivere di questo piccolo terrier variando spesso postura; quando il cane trotta è molto tipico il movimento a “metronomo”, mentre da fermo quando il soggetto è al massimo dell’attenzione o in atteggiamento “dominante” la coda potrà apparire a “candela” o a circa 60° quando il cane è in stazione, così come potrebbe essere portata semplicemente a livello del dorso quando il cane è rilassato. Spesso in ambito espositivo alcuni presentatori, che non hanno realmente compreso la tipicità della razza, si affannano a piazzare staticamente il soggetto, spingendo artificiosamente la coda verso la nuca; questa postura falsa infatti le reali proporzioni generali e non consente al giudice una corretta “lettura” della struttura del cane! Il posteriore deve presentare una coscia ben muscolosa e raggi ossei lunghi. Le angolazioni devono essere tali da conferire all’insieme un aspetto armonico, privo di esasperazioni e soprattutto una buona propulsione e resistenza. Visto lateralmente in un posteriore corretto la verticale passante per la punta della natica, dovrebbe cadere appena davanti alla punta del piede. Come per la quasi totalità delle razze canine la testa e l’espressione rappresentano un elemento fondamentale di tipicità. Lo standard descrive la testa come “piccola anche se proporzionata al corpo”. Sicuramente nel Cairn la testa non deve apparire così importante come negli altri terrier derivanti dallo stesso ceppo come ad esempio lo Scottish, ma se rapportata alla proporzione di 4/10 (rispetto all’altezza al garrese) ricercata in altre razze mesomorfe, questa risulta perfettamente in armonia con la massa complessiva. Il profili superiori sono rettilinei e debbono tendere al parallelismo. Un buon cranio, come si evince dalla distanza delle orecchie, deve presentare, nel soggetto adulto, un diametro trasversale maggiore del 50% della lunghezza totale della testa. Questa caratteristica, abbinata ad un salto naso frontale marcato, anche se non troppo brusco, fa si che gli occhi risultino piuttosto distanziati e in posizione sub frontale. A prescindere dalla forma dell’occhio, dalla sua dimensione e colore, lo sguardo deve essere intenso ed esprimere determinazione.

ATTENTI AL MANTELLO
Il muso, che va restringendosi gradatamente verso il tartufo deve presentarsi piuttosto “pieno” nella regione sub orbitale e la dentatura, a prescindere dal numero dei premolari, regolare e ben sviluppata. La canna nasale, soprattutto nelle femmine, deve essere di lunghezza inferiore a quella del cranio, senza tuttavia apparire corta. La verifica di una buona costruzione generale rimane, in ogni caso, l’analisi del movimento, anche se è ovvio che in sede espositiva questi non possa che essere il trotto. A prescindere dal fatto che la correttezza degli appiombi è cosa sempre apprezzabile, visto lateralmente, un Cairn ben proporzionato, che adotta un’andatura (non forzata) al trotto, dovrebbe esprimere una falcata ampia senza che l’orma del posteriore oltrepassi necessariamente quella anteriore. Anche in questa fase del giudizio un soggetto che si muove liberamente, senza appoggiarsi al guinzaglio e che precede leggermente il conduttore, oltre che ad essere un piacere per l’osservatore, manifesta quel brio, espressione di un temperamento tipico. Lo standard, nonostante l’errata traduzione che lo vuole “resistente all’acqua” anziché alle intemperie (Weather-resistant), ben descrive il mantello. Mi sembra però doveroso sottolineare che anche questo terrier va sottoposto ad un trimming costante; e ciò non per camuffare gli eventuali difetti di tessitura, ma per migliorarne la funzionalità, nonché per valorizzare, rendendola più visibile, la struttura generale del soggetto.

D’altro canto, ad esclusione di alcune razze nelle quali si sono volute mantenere le caratteristiche dei canidi primitivi, la maggior parte di queste sono il frutto di una consapevole selezione genetica che ha soddisfatto esigenze del tutto aderenti alle necessità utilitaristiche e culturali dell’uomo; non comprendo quindi perché quest’ultimo non possa, nel rispetto del benessere animale, condizionare l’aspetto del mantello e/o renderlo più funzionale! Nella mia personale esperienza, molti sono i soggetti che ho avuto difficoltà nel valutare a causa di un mantello troppo abbondante e incolto. Anche se in questa razza non sono richieste quelle attenzioni riservate ad altri terrier, non è raro che un soggetto possa apparire troppo “pesante” o che un posteriore possa sembrare poco angolato per colpa della massa delle “culotte” che facilmente arrivano a coprire la punta dei garretti; così come le frange dei gomiti possono falsare la correttezza degli appiombi anteriori e via dicendo. Prima di concludere questa breve dissertazione, sempre a proposito di “trimming”, voglio accennare alla questione, molto dibattuta tra gli appassionati del Cairn, che riguarda i diversi tipi. È infatti da decenni che si sente parlare di tipo anglosassone, di tipo scandinavo e di tipo americano, ma la convinzione che ho potuto maturare in tanti anni è che un buon Cairn sia tale qualsiasi sia il Paese di provenienza e che, prescindere dalle leggerissime varianti che sono ovvie e inevitabili tra soggetto e soggetto, i migliori rappresentanti della razza posseggano l’insieme di quelle peculiarità che noi appassionati chiamiamo tipicità! Troppe volte il gusto nel toelettare, il differente stile nella presentazione e nel fotografare i soggetti possono infatti enfatizzarne questa o quelle caratteristiche ma, come dimostrano le scelte dei giudici-allevatori che si trovano a dover valutare in Paesi diversi da quello d’appartenenza, la “qualità” è una sola e il resto è solo un pour parler... anche perché quello che poi conta più di ogni altra cosa è che il Cairn Terrier sia rimasto, come recita lo standard, un “agile e sempre all’erta, coraggioso e allegro, arrogante ma non aggressivo” piccolo compagno!


Alberto Marengoni
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Re: Il Cairn è fatto così

Messaggio Da LittlePal il Lun Gen 26, 2009 1:37 am

Letto su "i nostri cani", ma faccio i miei complimenti qui.. cheers cheers

Off topic Mi piace tanto Miss Marple.. Smile

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